Il rinnovamento tecnologico rende competitive le aziende? Certo, soprattutto in questo momento storico. Vi raccontiamo come.
17 Marzo 2021
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Il rinnovamento tecnologico rende competitive le aziende? Certo, soprattutto in questo momento storico. Vi raccontiamo come.

Dagli ultimi dati ISTAT sulle intenzioni di investimento tecnologico delle imprese italiane sono stati considerati sette effetti principali sulla produttività d’impresa. Cinque positivi: agevolazione della condivisione di informazioni in azienda, dell’acquisizione di informazioni dall’esterno, e dell’esternalizzazione di funzioni aziendali, incremento dell’efficienza dei processi, ottenimento di servizi e componenti di miglior qualità. E due negativi: perdita di efficienza/produttività per le difficoltà date della trasformazione digitale, o per investimenti eccessivi nelle tecnologie.

Come applicare in modo adeguato le tecnologie al business e fare evolvere i processi aziendali? A seconda di come l’azienda orienta i propri investimenti cambia la capacità di affrontare cambiamenti repentini o dirompenti del mercato e la possibilità di avvalersi di alcune opportunità. È fondamentale scegliere tecnologie adatte alle persone e in grado di rendere l’intera azienda più agile.

Comprendere le esigenze del cliente è la base di partenza ma è necessario prevedere gli effetti dei nuovi sistemi su chi andrà poi a utilizzarli. Parliamo di educazione alla tecnologia ma non solo, facciamo alcune domande ai project manager Ayno, Paolo Masoni e Roberto Bonifazi.

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Quale passaggio è importante quando si intraprende un processo di rinnovamento tecnologico in azienda?

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P.M. Quando si apre un nuovo progetto è importante cambiare la prospettiva cui siamo abituati, serve partire dai desiderata finali, dell’esperienza tecnologica da mettere a disposizione e attorno alla quale si vuole rendere nuova l’azienda. La user experience è la prima cosa che deve essere messa sul tavolo, non tanto la specifica tecnologia quanto l’utilizzo che se ne vuole fare, da cui ne deriverà la scelta tecnica migliore. L’offerta è talmente vasta e il ventaglio delle possibili integrazioni così ampio che il ruolo del system integrator non è più solo quello del mero esecutore ma gioca un ruolo di partner che accompagna in questo processo, fin dalle origini.

R.B. La novità tecnologica è quasi sempre vista dal cliente come una scatola nera; il timore di una gestione più complicata, la richiesta di formazione tecnica per end users sono solo una piccola parte delle preoccupazioni più frequenti dei nostri clienti. Avere le capacità di ‘’tailoring’’ sulla base delle richieste è uno dei valori che viene più apprezzato ed è per noi il cardine principale per il raggiungimento dell’obiettivo.

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Quale aspetto viene spesso sottovalutato dal cliente nell’ambito di un progetto?

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P.M. Il ruolo della semplicità, della scalabilità derivante dall’uniformità tecnologica, i requisiti e di conseguenza il valore della progettazione. Soprattutto oggi dove la capacità previsionale è resa difficile dalla pandemia in corso, un progetto ha successo quando c’è consapevolezza da entrambe le parti del percorso scelto, della consistenza progettuale e dei suoi tempi di realizzazione, la cui deadline non è più un giorno preciso ma è il momento in cui il team è consapevole del lavoro svolto, il cliente è confidente con le nuove tecnologie ed è pronto per distribuirne il beneficio all’azienda. Tutto questo si ottiene creando una partnership Cliente/Partner tecnologico trasparente e sullo stesso piano, non un rapporto di verticalità. In questo processo i training o addirittura i POC (Proof of Concept) rappresentano una risorsa fondamentale per intercettare alcuni di questi aspetti “sottovalutati”.

R.B. Frequentemente viene sottovalutato il nuovo ambiente di lavoro atto a ospitare la tecnologia proposta. Che sia una sala riverberante, poco luminosa o carente di prerequisiti tecnici l’analisi di progetto parte da qui, tramite accurati sopralluoghi per evidenziare possibili ostacoli. Un altro fattore sottovalutato sono i tempi di consegna del progetto, tempistiche di approvvigionamento materiale e di esecuzione impianto. La comunicazione e la trasparenza con il cliente, soprattutto in questo periodo di pandemia, devono essere efficientate al fine di avere una visione puntuale e realistica sullo stato del progetto.

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In questo periodo complesso, come si può lavorare in modo efficiente in ottica di rinnovamento tecnologico? Come è organizzata Ayno?

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P.M. È sempre più evidente che l’efficienza passa dalla condivisione di task precisi e dettagliati, desiderata tecnologico progettuali chiari, conformi alle aspettative, non ultimo dalle capacità organizzative e da un approccio proattivo. L’esecuzione deve essere il risultato di analisi pre-delivery dettagliate svolte prima. Soprattutto in questo periodo in cui l’esigenza di tecnologia è più che evidente, anche in larga scala, ma l’ambiente e la sala sono entità poco presidiate e da allestire “offline”, Ayno mette a disposizione team di professionisti in ogni settore, amministrativo, vendite, progettazione, logistica e approvvigionamenti, specialisti IT, tecnici di laboratorio, gestione progetti e personale tecnico preparato a queste esigenze. Come? Cominciando a operare tecnicamente già all’ingaggio, pensando subito al dettaglio, potenziando le fasi “in house” per permettere che sul campo avvenga quel che ci aspettiamo debba essere realizzato. Molta collaborazione, orizzontalità e tanti tanti tanti confronti tra reparti, che vanno subito al dunque!

R.B. A differenza del passato, le sale multimediali oggi sono diventate un reale e importante strumento identificativo e di lavoro per le aziende che richiedono ambienti sempre più dedicati, funzionali e all’avanguardia. La nostra sfida quotidiana consiste proprio nel soddisfare un numero importante e sempre diverso di tipologie di sala: byod room, huddle room, boardroom, auditorium solo per fare alcuni nomi. La progettazione e la velocità di realizzazione diventano fattori determinanti nella gestione del progetto. Tutti i reparti coinvolti (progettazione, ufficio acquisti, logistica e operation) cooperano per garantire un ottimo prodotto finale rispettando la timeline del progetto e le esigenze del cliente. Questo si traduce in flessibilita, competenza e rapidità esecutiva, elementi chiave che contraddistinguono il nostro Team.

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Chi sono le persone che lavorano in Ayno e che significato ha essere “certificati”?

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P.M. Le persone che lavorano in Ayno sono appassionate di Tecnologia, videoconferenza e audio video.
Ed è questa passione che porta alla crescita continua e alla scoperta di nuove tecnologie e certificazioni
Essere certificati significa avere un alto livello di professionalità ma anche di tensione al miglioramento continuo. La nostra formazione di fatto rappresenta ciò cui cui il cliente necessita.
Ayno vanta le certificazioni di spicco nell’ambito System Integration, UC, e IT come Microsoft e Cisco, e molte altre legate all’audio video. Le certificazioni richiedono uno sforzo di tensione di visione e una capacità di organizzazione notevoli, mentre le attività quotidiane procedono. Il reparto ricerca e sviluppo mette a disposizione continui programmi di aggiornamento e di formazione, organizzando meeting coi vendor ma anche interni, volti alla crescita di competenza. Non ultimo, la formazione a cui stiamo tendendo ci porta addirittura ad essere considerati dai brand strategici come veri e propri “partner della competenza”.
I benefici sono subito evidenti: continua crescita personale, di team, aziendale e dei rapporti con i clienti nel percorso di trasformazione tecnologica in corso. Oggi, più che mai, bisogna stare al passo con la tecnologia.

R.B. In Ayno lavorano giovani ambiziosi professionisti uniti dalla passione per il proprio mestiere. Curiosità, flessibilità, desiderio di migliorare sono gli ingredienti della ricetta del team 3.0.
La necessità di soddisfare le continue e sempre più personalizzate esigenze del cliente ci porta ed essere costantemente aggiornati con certificazioni riconosciute anche a livello internazionale.
Piattaforma Zoom, primi certificati in Italia, certificazioni Microsoft, GPA per progetti World Wide, Samsung digital signage, Crestron per domotica e distribuzione audio video, Biamp per il digital mixer, sono solo una parte del ventaglio di attestazioni riconosciute.
Le certificazioni sono le basi del nostro lavoro e rappresentano il know-how collettivo, danno valore alle persone e all’azienda.
Continuo a pensare che le competenze sono e saranno le future risposte alle richieste dei clienti.

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