Che cosa è la Telepresence?

Che cosa è la telepresence?

“La telepresence è un’esperienza di videoconferenza che crea l’illusione che i partecipanti remoti siano nella stessa stanza assieme a te”

Questa è la definizione che Wainhouse Research, ha dato della telepresence nel 2007.

Qual è la differenza tra la telepresence e la videoconferenza “tradizionale”?

Premesso che oggi la videoconferenza ha raggiunto livelli di qualità eccezionali impensabili fino a qualche anno fa, la cui discussione richiederebbe un capitolo a sé …, si può affermare che la telepresence ha delle caratteristiche imprescindibili che la rendono una forma di comunicazione video davvero unica.

  1. “Coinvolgimento emotivo”:
 

Una delle parole più usate quando si parla della Telepresence è “esperienza”, ma l’originale inglese rende meglio: “experience”.   L’utente che partecipa ad una riunione in TP, si ritrova in un ambiente confortevole, immersivo e coinvolgente: arredo, luci, immagini e suoni, sono dosati e calibrati in un equilibrio perfetto, tanto che tra i partecipanti si affievolisce la cognizione di essere in due stanze diverse e lontane tra loro, e si fa strada la sensazione che la persona che parla sia effettivamente presente, in carne e ossa.

  1. Affidabilità dei collegamenti pari al 99,9%

In inglese l’espressione è più concisa e anche questa volta rende meglio, si dice “reliability 99,9%”: detto in altre parole: la telepresence funziona!

La telepresence è nata per funzionare. Sempre e comunque.

Tutti nella propria vita, chi più chi meno, sa che l’uso della tecnologia a volte può essere frustrante anche nelle

 

piccole cose: dal classico problema con il pc che non risponde, al telefono che trasforma la voce del nostro collega in quella di robocop, alla fatidica programmazione del videoregistratore di casa propria. Per quanto si sforzi di sembrare sempre più “friendly ”,  possiamo affermare che molte volte la tecnologia … abbassa la nostra l’autostima.

Dimenticatevi questi incubi con la telepresence: basta entrare in sala, al massimo ci sarà qualche numero da comporre, o un pulsante touch da sfiorare. E per magia i partecipanti sono già pronti a cominciare. Tutto funzionerà. Ci potete scommettere. 

  1. Contatto visivo:  
 

Tutti sanno quanto sia importante guardarsi negli occhi mentre si discute di qualunque cosa. Uno dei problemi che si riscontra nell’ottenere il contatto visivo in una videoconferenza è dovuto al gaze angle: Ovvero l’angolo formato dall’asse degli occhi che guardano il centro del monitor e quello dell’asse della telecamera posizionata sul monitor. Il risultato è che mentre parlo i miei occhi non guardano la telecamera ma il monitor, e quindi dall’altra parte i miei occhi appaiono leggermente più in basso; e stessa cosa noto per il mio interlocutore. Risultato: perdo il contatto visivo, mentre parliamo non ci guardiamo negli occhi.

 

Si tratta di pochi gradi, e se dal punto di vista pragmatico della tecnologia, può sembrare un’inezia, dal punto di vista della comunicazione sociale può essere un grave problema.

 Studiosi hanno dimostrato che persone che evitano il contatto visivo, sono considerati meno intelligenti, meno attraenti, e -importantissimo in una riunione di lavoro- … meno credibili . E’ ragionevole pensare che le stesse considerazioni possano valere per persone che usano la videoconferenza.

Il problema in TP non vi è, in quanto l’ottica è progettata  in modo “speciale”: il contatto visivo è garantito, la vostra riunione sarà un vero faccia a faccia.

Ovviamente ciò che per alcuni è un vantaggio, per altri non lo è …  Pensate ai  giapponesi, odiano il contatto visivo. Se dovete fare un meeting col Sol Levante, usate la telepresence con cautela...   

  1. Semplicità estrema di uso:
     
    I grattacapi tecnologici sono annullati, la tecnologia sembra lasciar il posto alla semplicità. In realtà la telepresence è un concentrato di tecniche di codifiche e decodifiche audio e video, di risoluzioni, di kbit/s, di studi di acustica e illuminazione, e molto altro … la semplicità è quindi un trucco, ma un trucco ben riusciuto.
  • I controlli della stanza sono intuitivi, e l’uso delle applicazioni plug & play.
  • Click, e la connessione è su.
  • Click, e la mia presentazione magicamente si visualizza.
  • Non vi è la possibilità di un flop, e con i controlli touch, non sentirete nemmeno il click .

 

Siete anche voi affascinati? Mentre meditate su tutto quello che potreste fare con la telepresence e non vedete l’ora di provarla, vi suggeriamo delle domande su cui riflettere.

Nel parleremo prossimamente … :

  1. Perché le stanze di telepresence non hanno finestre?
  2. Cosa succede se chiamo un dispositivo di videoconferenza da una stanza di tp?